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DANNEGGIATA LA SEDE DELLA FONDAZIONE VICO A NAPOLI

Lunedì 02 Gennaio 2012 19:22
E’ in corso la conta dei danni dopo che la scorsa notte ignoti hanno danneggiato il portale esterno della storica chiesa di San Gennaro all’Olmo, nel centro dei Napoli, sede della Fondazione Gian Battista Vico. A quanto si è appreso, sono stati riportati danni al portone di ingresso e ad ampie sezioni della facciata dell’edificio. Non è ancora al momento ben chiaro
se si sia tattato di un episodio di teppismo o se i danneggiamenti siano collegabili con i petardi e fuochi d’artificio dello scorso 31 dicembre.
Sul posto si è recato anche il professor Vincenzo Pepe, presidente della
Fondazione Vico. «Stiamo svolgendo alcune verifiche – ha detto Pepe – ma se
qualcuno ha inteso intimidire la Fondazione o pensa di esercitare pressioni
perché abbandoniamo questa sede storica, nel centro di Napoli, sappia che non
arretreremo di un millimetro. Spiace però sottolineare – prosegue Pepe – al di
là di tutto, come episodi di questo tipo influiscano negativamente sulla
percezione che la città conserva del proprio patrimonio storico e culturale,
che invece va difeso e tutelato. Un fatto questo che comunque deve far
riflettere».

“Piena solidarietà” ed “affettuosa vicinanza” sono state espresse dall’ex ministro del Turismo, on.Michela Vittoria Brambilla (Pdl), al professor Vincenzo Pepe, presidente di “Fareambiente” e della fondazione Vico, la cui sede, a Napoli, è stata danneggiata, insieme con la facciata della chiesa di san Gennaro all’Olmo, da un incendio presumibilmente doloso. “Qualunque sia la matrice di quest’atto vandalico – commenta l’on. Brambilla – sono certa che non fermerà l’impegno civile, sociale e culturale del professor Pepe, della fondazione e dell’organizzazione da lui guidata, che promuove un approccio responsabile e liberale alle tematiche ambientali, con grande tenacia e capacità”. Piena solidarietà anche da parte degli onorevoli Paolo Russo, Sabrina De Camillis, Agostino Ghiglia e i senatori Enrico La Loggia, Alfonso Andria e Antonio D’Ali’”.

Speriamo che le forze dell’ordine riescono a risalire ai balordi che hanno compiuto questo vile atto alla nostra associazione e al patrimonio artistico locale.

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